Un momento di grande partecipazione comunitaria ha segnato, nel pomeriggio di domenica 1° marzo a Olgiate Comasco, la posa della prima pietra del nuovo oratorio San Giovanni Bosco della parrocchia dei Santi Ippolito e Cassiano. Il gesto, compiuto dal Vescovo di Como, il Cardinale Oscar Cantoni, ha dato avvio ufficiale a un progetto atteso e condiviso.
All’iniziativa hanno preso parte numerosi ragazzi, famiglie, associazioni e autorità civili e militari, a testimonianza del valore dell’opera per l’intera comunità. Il progetto, frutto di tre anni di lavor, prevede un investimento di circa 4 milioni di euro, già coperto per l’80%. Il nuovo oratorio sarà uno spazio educativo e aggregativo aperto alla città, con particolare attenzione all’inclusione, grazie ad ambienti accessibili e flessibili.
Promosso dalla comunità parrocchiale guidata da don Flavio Crosta, l’oratorio nasce con l’obiettivo di offrire ai giovani un luogo di crescita, incontro e relazione, favorendo anche la collaborazione con le realtà del territorio. La conclusione dei lavori è prevista entro circa un anno e mezzo.
Alla cerimonia era presente anche la ministra per la Disabilità Alessandra Locatelli, che ha evidenziato l’importanza di progetti capaci di valorizzare ogni persona.
In occasione dell’evento, il cardinale Pietro Parolin ha trasmesso il messaggio di Papa Leone XIV:
“Il Santo Padre esprime vivo compiacimento per il significativo evento ed esorta ad apprezzare il ruolo vitale degli oratori nella Chiesa e nella società, affinché il servizio a favore dei giovani contribuisca a costruire legami autentici e a offrire spazi di vera fraternità umana e formazione cristiana.”
Un messaggio ripreso anche da don Stefano Guidi, coordinatore di Odielle – Oratori Diocesi Lombarde: “Ringraziamo Papa Leone per le parole inviate alla comunità di Olgiate Comasco. Sono parole piene di senso: danno significato all’oratorio e all’impegno della comunità, e possono essere condivise da tutte le realtà. Definiscono l’oratorio come uno strumento di evangelizzazione che permette ai più giovani di incontrare Gesù nella Chiesa. Sono anche parole che incoraggiano a proseguire nell’impegno: sì, ne vale la pena. Invogliano inoltre a immaginare l’oratorio come una proposta aperta e una casa accogliente, capace di rispondere alle fragilità del nostro tempo.”
23 Marzo 2026
