Convegno

Una Chiesa che cammina con i giovani: si chiude il Convegno nazionale di Pastorale giovanile

Mons. Gervasoni: «Occorre ripensare stili e modalità per incontrare un mondo giovanile sempre più ampio e complesso»

Si è concluso ieri a Brindisi il XXIX Convegno Nazionale di Pastorale giovanile, un appuntamento che dal 31 maggio al 2 giugno ha riunito incaricati diocesani e regionali, responsabili di associazioni, movimenti e congregazioni per riflettere insieme sul presente e sul futuro dell’evangelizzazione delle nuove generazioni.

Il tema scelto, “Va’ e accostati” (At 8,29), ha accompagnato i partecipanti lungo tre giornate intense di ascolto e confronto per rinnovare slancio, linguaggi e modelli di annuncio, riconoscendo nei giovani non semplici destinatari dell’azione pastorale, ma autentici protagonisti della vita ecclesiale.

Al centro della riflessione è emersa con forza la necessità di una rinnovata alleanza educativa tra generazioni. In continuità con il Cammino sinodale, il Convegno ha evidenziato come l’intera comunità cristiana sia chiamata a riscoprire la propria responsabilità verso i giovani, superando schemi e modalità che oggi non riescono più a intercettare le loro domande e le loro attese.

Le giornate di lavoro sono state scandite dall’analisi delle trasformazioni culturali e sociali che caratterizzano il nostro tempo.  Particolare interesse ha suscitato la presentazione della ricerca “The Open Generation”, che ha restituito l’immagine di una generazione aperta, in ricerca e meno distante dal Vangelo di quanto spesso si sia portati a pensare. Da qui è nato un ampio confronto sui modelli di evangelizzazione e sui percorsi formativi della pastorale giovanile, con l’obiettivo di individuare linguaggi, esperienze e scelte capaci di parlare alle nuove generazioni. Non sono mancati momenti di carattere culturale e testimoniale, tra cui il monologo dedicato a don Tonino Bello, interpretato da Enrico Messina, che ha richiamato i partecipanti a una Chiesa capace di prossimità, dialogo e pace. Significativa anche l’esperienza di cammino verso Bari e la veglia di preghiera nella Basilica di San Nicola.

A commentare il significato del Convegno è stato mons. Maurizio Gervasoni, Vescovo di Vigevano e Delegato della Conferenza Episcopale Lombarda per la pastorale giovanile regionale, che ha partecipato a questa tre giorni pugliese con una nutrita rappresentanza di lombardi tra cui alcuni delegati delle Pastorali giovanili delle Diocesi di Milano, Como, Bergamo, Cremona, Vigevano e l’Azione Cattolica ambrosiana.

«Il Convegno nazionale di Pastorale giovanile – spiega il Vescovo – ci trova in un momento particolarmente delicato e significativo, nel quale siamo chiamati da una parte a raccogliere e valorizzare il cammino sinodale e, dall’altra, ad affrontare le sfide che il contesto politico, sociale, economico e culturale ci pone. C’è oggi una particolare attenzione verso gli oratori da parte delle istituzioni pubbliche e del mondo educativo: questo rappresenta un’opportunità ma anche una sfida, perché l’oratorio è un luogo di educazione, non soltanto di formazione».

Mons. Gervasoni ha evidenziato come il confronto vissuto a Brindisi abbia contribuito a maturare una maggiore consapevolezza sulle trasformazioni in atto nella pastorale giovanile: «In questi giorni abbiamo condiviso esperienze diverse e abbiamo percepito la necessità di approfondire ulteriormente stili e modalità della pastorale giovanile. Oggi essa non può più identificarsi esclusivamente con l’esperienza degli oratori, anche perché il mondo giovanile è molto più ampio e complesso rispetto al passato».

Ha concluso così il Vescovo: «C’è stato un clima bello, caratterizzato dalla condivisione e dalla volontà di lavorare insieme per costruire qualcosa che riempia di senso la nostra vita e quella dei ragazzi e delle loro famiglie».

3 Giugno 2026