Ieri, a Caravaggio, nell’ambito di una sessione di lavoro della Conferenza Episcopale Lombarda, è stata presentata ai Vescovi la proposta di un nuovo documento dedicato all’oratorio e alla sua regia. Un testo nato da un confronto all’interno di Odielle (Oratori Diocesi Lombarde) e accolto positivamente dai Vescovi della Lombardia.
Il documento nasce dall’ascolto delle esperienze e delle sfide che attraversano oggi la vita degli oratori. In un contesto sociale e culturale in continuo cambiamento, si avverte la necessità di ripensare le modalità con cui le comunità cristiane abitano e accompagnano i percorsi educativi delle nuove generazioni.
L’oratorio viene riconosciuto come una realtà preziosa dalla Chiesa lombarda, non soltanto per la sua storia e la sua presenza capillare, ma soprattutto per la sua capacità di essere luogo di incontro, di crescita. L’educazione viene riletta come una forma di carità ecclesiale: prendersi cura dei ragazzi e dei giovani, accompagnarli nelle loro domande rappresenta una dimensione essenziale della missione della Chiesa.
È in questa prospettiva che si inserisce la riflessione sulla regia dell’oratorio. In un tempo segnato anche dalla diminuzione del numero dei presbiteri dedicati specificamente alla pastorale giovanile, il documento propone di guardare a una regia più comunitaria e condivisa. Non una responsabilità affidata esclusivamente a una persona o ad un singolo ministero o ruolo organizzativo, ma ad un gruppo che si assume insieme la responsabilità della vita educativa e pastorale dell’oratorio.
In questo cammino trovano così spazio presbiteri, laici, educatori, adulti e anche giovani maggiorenni, chiamati a mettere a disposizione il proprio contributo e la propria esperienza. L’orizzonte è quello di uno stile sinodale, fondato sull’ascolto reciproco, perché la cura dell’oratorio diventi espressione dell’intera comunità cristiana.
Don Stefano Guidi, coordinatore di Odielle: «La prima cosa che mi preme sottolineare è la decisione dei Vescovi lombardi di confermare l’oratorio come scelta di Chiesa, come metodo e strumento educativo della comunità cristiana. Sottolineo proprio l’aspetto di metodo e di strumento, per distinguere – sul piano teorico e poi pratico – il metodo oratoriano dallo spazio oratoriano. In secondo luogo, è importante sottolineare che le Diocesi lombarde trovano nella funzione della regia un nodo fondamentale e una leva promettente relativamente al processo di trasformazione che gli oratori lombardi stanno attraversando».
Il documento sarà successivamente presentato, accompagnato da un messaggio dei Vescovi lombardi, in occasione del convegno regionale “Oratorio bene comune”, in programma il 14 novembre in Regione Lombardia. L’incontro si inserisce nelle celebrazioni per i 25 anni della Legge regionale 22, che riconosce a livello legislativo il valore e il ruolo sociale dell’oratorio.
17 Settembre 2026
